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David Sassoli: leadership gentile al servizio delle istituzioni

David Maria Sassoli, nasce a Firenze nel 1956, in una scuola dai grandi valori cristiani quale quella di David Maria Turoldo, un prete vicino alle persone in difficoltà, da cui non a caso aveva preso il nome. Chi lo ha conosciuto, prima come appassionato giornalista -professione che lo ha reso uno dei volti più noti e amati fra tutti gli italiani-, poi come politico, oggi ne ricorda proprio quei valori impartiti nei primi anni a Firenze, quali la lealtà, la chiarezza, la solidarietà e l’attenzione ai più deboli.

Tutti questi principi vennero espressi, con forza, il 3 luglio 2019, nel suo discorso di insediamento come Presidente del Parlamento europeo. Qui, comunicò a tutti l’idea di Europa che aveva in mente, ovvero quella di un’entità volta ad assicurare un futuro ai propri giovani, a garantire le ragioni dei più deboli attraverso una sana cooperazione politica, in grado di unire e tutelare appunto le persone meno fortunate, a prescindere dal proprio orientamento politico, sociale o religioso.

Europeista convinto, capace di ascoltare e dai solidi principi.

L’opinione condivisa oggi è la perdita di un europeista convinto, un uomo delle istituzioni con capacità di ascolto, ma allo stesso tempo fermezza nei principi. Negli anni alla guida del Parlamento europeo ha affrontato battaglie importanti, quasi decisive per l’Europa, come la Brexit e la pandemia, che, insieme, ne avrebbero potuto determinare, se non una frammentazione, di certo un pesante indebolimento.

Grazie all’importante contribuito del Parlamento europeo è stato possibile trovare un accordo su un’uscita poco rumorosa della Gran Bretagna dall’Unione europea ed è nato il programma Next-Generation EU, un accordo tra i Paesi membri da anni invocato. Non meno importanti sono state le misure adottate a difesa dell’ambiente e la battaglia a favore dei migranti, affinché si potessero trovare soluzioni più efficaci ed evitare così scene drammatiche a cui, sempre più spesso, siamo stati abituati in questi ultimi anni. 

Un’Europa più democratica, più libera, più unita…

Il suo ultimo messaggio di Natale 2021

L’Europa che ereditiamo oggi, grazie al suo contribuito, è sicuramente un’Europa più democratica, più libera, più unita, con maggiori diritti e maggiori tutele per le donne, come lui stesso ha ricordato nel suo ultimo messaggio per gli auguri di Natale.

Durante quella circostanza ha affermato, ancora una volta, come, dopo anni di “crudele rigorismo”, la disuguaglianza e la povertà sono ormai realtà che non possono essere più tollerate ed ignorate. Next-Generation EU costituisce in questo senso un’opportunità unica al fine di creare un’economia diversa, “basata non più sul profitto di pochi, ma sul benessere di tutti.” 

Addio Presidente e Grazie!

Sassoli, come ci ricorda chi lo ha conosciuto, è stata dunque un’anima gentile, una di quelle persone che fanno bene alla politica e che ci conferma ancora una volta come è possibile cambiare il corso delle cose, anche di quelle più complesse, e soprattutto che è possibile farlo attraverso la politica stessa.

Allora grazie Presidente per il suo impegno a difesa dei più deboli, alla riduzione delle disuguaglianze sociali e per la sua battaglia a favore dello Stato di diritto. Grazie, per aver contribuito in maniera decisiva a questa nuova Europa che oggi ereditiamo e soprattutto perché, a seguito dei tanti attestati di stima manifestati da esponenti politici da ogni parte, ci ha ricordato ancora una volta la bellezza e l’orgoglio di essere italiani

Articolo di Davide Riccio

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