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Il Significato Profondo di “Estote Parati

I 14 anni di scoutismo AGESCI mi hanno dato molto. Questi anni mi hanno profondamente cambiato, visto crescere, maturare e infine diventare uomo. Mi hanno insegnato dei valori che mi porto dietro e che ho fatto miei, mantra che riecheggiano nella mia testa e che sono oramai aspetti della mia persona. 
Il primo concetto, forse il più importante, è il motto stesso dello scoutismo che dice “Estote parati”, enunciato per la prima volta da Robert Baden-Powell (fondatore dello scoutismo) nel 1908. Un’idea a prima vista estremamente semplice, concisa, qualcuno oserebbe dire banale, ma che in realtà racchiude il senso stesso e il significato più profondo dell’essere scout. 

È un richiamo all’attenzione, ad essere pronti, sempre vigili sia mentalmente che sul piano fisico. Un richiamo allo sguardo critico, puntuale e scrupoloso, dedito all’interpretazione del mondo e delle situazioni che ci circondano al fine di riconoscere la cosa giusta da fare nel momento giusto. 

«[…] having thought out beforehand any accident or situation that might occur, so that you know the right thing to do at the right moment, and are willing to do it […]».

Il Servizio come Valore Fondamentale

Secondo concetto fondamentale è sicuramente quello del Servizio. Per gli scout la scelta di servizio è intrinseca della persona e del suo essere parte del mondo. Servire ed essere cittadini attivi e partecipi sono quasi immagini sovrapponibili.

Questo secondo concetto mi ha permesso, con il tempo, di comprendere meglio come ci sia più gioia nel dare gratuitamente che nel ricevere, nell’accudire piuttosto che nell’essere accuditi. 

Comprendo bene che per molti queste sono solo parole, astrazioni, ma posso assicuravi che a me sono serviti come nuova chiave di lettura della realtà. Lenti nuove a discapito di una visione del mondo troppo spesso individualista ed egoista. 

L’Esperienza nella Comunità di Sant’Egidio

Nel mio piccolo ho cercato di applicare questi insegnamenti, e quindi il mio essere scout, anche all’esterno del nucleo scoutistico iniziale. Studiando a Trento (ben lontano dalle mie Marche) ho deciso di continuare a camminare in quei valori all’interno di un’altra grande famiglia che è la Comunità di Sant’Egidio

Nata nel 1968 a Roma per iniziativa di Andrea Riccardi, è oggi presente in più di 70 paesi del mondo, fautrice di pace e dialogo anche nelle situazioni più delicate.

È qui nella Comunità, e in particolare in quella di Trento, che ho toccato con mano la potenza di nuove parole e valori. Mi sono fatto permeare dai termini volontariato, solidarietà, vicinanza, comprensione, così come fratellanza e amicizia

Tutto questo prende vita e si diffonde in un’esplosione vitale di storie ogni mercoledì sera, quando con il nostro gruppo ci diramiamo per le strade della città impegnati in quella che noi chiamiamo cena itinerante

Di cosa si tratta, vi chiederete… “panini, coperte e thè caldo” è la risposta più immediata, ma c’è sicuramente di più. Quello che proviamo a fare nel nostro piccolo è metterci in ascolto del loro vissuto, lasciare spazio al dialogo e al confronto, instaurando così quella che diventa una vera e propria amicizia. 

A Trento ho avuto un incontro ravvicinato con la povertà e con le sue espressioni più fragili e intime. Le persone che raggiungiamo, i nostri Amici di strada, sono volti a noi non più sconosciuti, storie delicate che hanno sovente la sfortuna di non poter essere neppur ascoltate. 
Troppo spesso capita, infatti, che la frenesia del nostro tempo ci conduca in un vortice d’indifferenza che non ci permette di vedere l’altro, soprattutto se ai margini.  

estote parati

È proprio con Sant’Egidio che questa catena d’impassibilità si rompe. Si cerca di riconoscere la dignità di ciascuno tramite un nome, un volto e una storia. 

Dai numerosi incontri in strada, ho sicuramente ricevuto molto di più di quello che ho dato, nuovi punti di vista che mi hanno ricordato ancora una volta l’importanza di uno sguardo non giudicante. 

La Comunità di Sant’Egidio si è rivelata la giusta palestra in cui poter mettere alla prova il motto scout di cui parlavo all’inizio. 

Il richiamo all’attenzione si traduce allora in attenzione alle peculiarità dei singoli, l’interpretazione del mondo vuol dire comprensione delle varie culture ed essere pronti diviene Esserci. Estote parati.

Articolo di

Paolo Degli Esposti

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