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La bella arte del camminare
Camminare fa bene. Non sono necessarie dimostrazioni o testimonianze scientifiche. Il cammino è un’attività salutare e lo sanno tutti. Negli ultimi anni la bontà di questa buona abitudine si è arricchita con maggiori specifiche al punto di codificare anche nuove applicazioni terapeutiche.

Corpo, mente e spirito traggono vantaggi considerevoli dal camminare. I benefici del cammino sul corpo sono più conosciuti e più evidenti rispetto ai benefici su mente e spirito. Le motivazioni che spingono al cammino sistematico ed organizzato sono molteplici, tra queste la più semplice è quella del Walking senza particolare programmazione, per il semplice piacere di camminare. Con o senza il consiglio del medico di base, i “passeggiatori” non approfondiscono più di tanto i fattori che stimolano l’esigenza di camminare.

I camminatori “organizzati” hanno invece motivi più strutturati che li portano a stilare programmi simili a quelli dell’allenamento per la corsa. Per utilizzare le parole inglesi tanto in voga, dal semplice Walking si passa all’Hiking che rappresenta una vera e propria attività sportiva. Per poter usare la parola Trekking, per i cultori delle lingue, dovremmo considerare un Hiking di più giorni ma, come spesso succede con l’abuso di parole straniere, il significato originario viene stravolto. Oggi, in Italia, si parla indistintamente sempre e solo di Trekking, anche se le attività svolte sono quelle di Walking ed Hiking. 

Walking (Passeggiata)

Walking o Hiking ...
Walking o Hiking …

Il semplice cammino, non organizzato, riesce a farci immergere meglio in una dimensione di vita più gioiosa e serena. Questo tipo di passeggiata favorisce la ì

spensieratezza e la socialità dei rapporti, sia con i “colleghi” di passeggiata sia con le persone che si incontrano sulla propria strada.

Dopo l’esperienza della pandemia che ci ha costretti ad isolarci per un periodo di tempo, questo tipo di cammino rappresenta un vero e proprio toccasana con risvolti terapeutici per il miglioramento della distensione e dell’inclusione sociale.
La passeggiata è in grado di far emergere risorse relazionali latenti e contribuisce a smorzare gli aspetti negativi legati ai rapporti conflittuali ed aggressivi.

In questo ambito, di semplice Walking, un ruolo importante lo gioca la natura ed il paesaggio che può contribuire allo sviluppo di una maggiore tranquillità interiore a seconda della predisposizione del camminatore rispetto alle bellezze paesaggistiche, comprese quelle cromatiche ed olfattive.

In questo tipo di passeggiata semplice, si favorisce la discussione ed il rapporto con lo “sconosciuto” dando la priorità all’ascolto delle risposte. Qualsiasi aneddoto o opinione dei passanti, non espressamente richiesta, può essere ascoltata e valorizzata. Il rapporto di interlocuzione con i “passanti occasionali” può essere arricchito da convenevoli e da saluti volutamente esagerati e ai quali non siamo abituati. Proprio questo tipo di rapporto ormai in disuso può essere utilizzato durante il cammino come esercizio per una maggiore distensione anti-stress.

Hiking (Camminata programmata)

La prima forma di pianificazione del camminare riguarda la predisposizione di una tabella settimanale o mensile delle “uscite”. Non esiste uno schema valido per tutti; ognuno in base alle proprie esigenze e alle proprie possibilità organizza le camminate in modo da trarne il massimo beneficio.

Anche se organizzata la camminata in questo caso resta un piacere e non un obbligo. La tabella programmatica può essere non rispettata alla lettera. La priorità del benessere fisico ed interiore non deve essere limitata dalla possibilità di saltare una camminata. Tutto viene svolto con estrema semplicità e con un programma flessibile che tenga conto di eventuali imprevisti come la mancanza del compagno di allenamento o per situazioni climatiche avverse o anche per il sopraggiungere di un impegno imprevisto.

Il concetto magico è “traslare in avanti” e non “recuperare le sedute perdute”. I benefici derivanti dall’attività di cammino non possono essere spenti da pensieri assillanti quali quelli dovuti ad un allenamento mancato. In questo ambito, di camminata programmata con semplicità, può entrare qualsiasi argomento complementare gradito al camminatore: musica con cuffiette, mappe per sentieristica, cura della dieta, chiacchierata filosofica o politica, fotografia, osservazione di piante ed alberi, scelta delle location: mare, collina o montagna, scrittura e diario introspettivo e tutto quanto possa piacere al camminatore.

Trekking (Escursionismo)

La bella arte del Camminare
Trekking

In questo ambito, oltre agli argomenti già introdotti nei precedenti due paragrafi, aggiungiamo quelli di una maggiore “professionalità sportiva” legata al rapporto con la natura e sui sentieri più battuti dagli escursionisti.

Negli ultimi anni, grazie ai social networks, abbiamo assistito ad un proliferare di gruppi di trekking come vere e proprie associazioni organizzate con calendario annuale delle uscite. Di solito un gruppo dirigente, o un singolo promotore,  dirama i comunicati per ottenere adesioni alla escursione programmata; lo step successivo è quello di organizzare l’uscita come un vero e proprio viaggio senza tralasciare nessun dettaglio, come ad esempio i biglietti per eventuali mezzi di trasporto, la pianificazione dell’itinerario con luogo e orario di inizio, la durata del trekking e gli eventuali pernotti.

Di solito l’appartenenza ad un gruppo di trekking non prevede spese di adesione fatte salve quelle per l’assicurazione o altri modi per tutelare la sicurezza dei partecipanti. L’abbigliamento per l’escursionista è molto curato anche perché vivendo una esperienza di “squadra sportiva” si tende ad uniformarsi.

Nulla è lasciato al caso nella scheda tecnica del percorso fatta dagli organizzatori: distanza, dislivello, temperatura, fenomeni atmosferici, difficoltà del percorso. I partecipanti non organizzatori, invece, riescono a ricevere maggiori benefici dalla escursione proprio perché non hanno impegni organizzativi.

Mindfulness e Meditazione camminata

Il tempo che si dedica al cammino rappresenta uno spazio privilegiato in termini di possibilità per dedicarsi alla concentrazione. Se è vero che gli imprenditori, i professionisti, i commercianti e i lavoratori in generale utilizzano la camminata per ripensare e riordinare gli impegni di lavoro, è anche vero che lo stesso tempo può essere utilizzato per concentrarsi, per meditare o per dirla con una frase popolare, per “non pensare a niente”.

In teoria è impossibile che la mente non pensi, ma con l’esercizio si può indirizzare il pensiero in ambiti voluti e che riescono a creare una migliore situazione di benessere. Le più note pratiche di meditazione camminata sono quelle che derivano dalla tradizione zen, ma troviamo esempi anche nella storia della cultura occidentale: i pellegrinaggi medievali conducevano i fedeli, a piedi, verso luoghi importanti per la fede.

Si pensa che il cammino stesso sia la vera meta del viaggio, un percorso dello spirito oltre che del corpo. Il valore di questi percorsi è ben chiaro a chi li utilizza non necessariamente per scopi religiosi, ma per una ricerca interiore.  La meditazione va a braccetto con la mindfulness che significa “consapevolezza”, “piena attenzione”.

Si tratta di uno stato di coscienza in cui siamo testimoni vigili e presenti dei nostri pensieri, delle nostre emozioni e percezioni, momento per momento. Quest’ultima attività non si presta solo alla riduzione dello stress, ma anche al miglioramento della concentrazione. È infatti utile a percepire i dettagli e dunque a vivere più consapevolmente “qui ed ora”.

I passi nella meditazione camminata sono lenti e consapevoli. La camminata meditativa fa scivolare via lo stress e le preoccupazioni quotidiane, aumenta la capacità di attenzione su ciò che ci circonda senza “farci risucchiare dai nostri pensieri” riuscendo a vivere appieno il presente, senza restare bloccati nel passato né proiettarsi ansiosamente nel futuro.

Si può meditare camminando anche al chiuso ma è meglio uscire all’aperto e preferire la campagna, un parco o un giardino. Si impara così ad ammirare la natura, a sentire l’aria che ci circonda. E’ anche vero che si può osservare tutto quanto c’è di bello per le strade della città; in questo caso è utile non pensare al punto di arrivo della passeggiata, perché ciò che conta è il percorso e la condizione piacevole di benessere percepita.

Articolo di Giovanni Forgione, professore presso l’IIS Telesi@

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