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Macchine del tempo nel caos ordinato dell’universo

Fin dall’alba dell’umanità c’è stato sempre uno stretto legame tra le stelle e l’uomo. A chi non è mai capitato, durante la propria vita, di alzare lo sguardo al cielo e di rimanere affascinato dalla bellezza delle stelle? Di rimanere meravigliato da quei puntini più o meno luminosi che ogni sera sono lì presenti a farci compagnia? Ma se alziamo lo sguardo e cerchiamo di guardare oltre, che cosa vediamo? E quindi ci possiamo chiedere: “Che cosa sappiamo realmente del cielo? “ 

Stelle di tutte le dimensioni che danzano ordinatamente intorno ad un buco nero presente al centro della nostra Via Lattea, galassie, pianeti (conosciuti e non) circondanti milioni di stelle, nebulose, supernove, comete sfreccianti, meteore, lune, spazio ignoto. Tutto questo lì, sulle nostre teste, in un caos ordinato fin dall’alba dei tempi. E lì, tra i milioni di stelle che compongono la nostra galassia c’è il Sole, la nostra giovane stella, che viaggiando a milioni di km/h permette la vita così come la conosciamo. E lui splenderà lì per lungo tempo (altri 5 miliardi di anni) per poi finire tutto il suo combustibile e trasformarsi: prima s’ingrandirà, di cento volte rispetto alla sua attuale dimensione e successivamente si trasformerà in una piccola, ma densa nana bianca che brillerà per altri miliardi di anni. 

Se da un lato guardare le stelle ci permette di sognare, dall’altro esse ci permettono di guardare nel passato. Ebbene sì, e tutto questo è possibile grazie a due semplici concetti: 

  1. Non c’è niente di più veloce della luce (circa 300.000 Km/s, sì al secondo!); 
  2. Esiste una notevole distanza tra noi e le stelle (miliardi e miliardi di milioni di km).

 Semplicemente, un raggio di luce che parte da una stella lontana può aver percorso, fino ad arrivare ai nostri occhi, un viaggio lungo migliaia di anni e quindi noi vedremo quella stella come era migliaia di anni fa. Possiamo quindi pensare al cielo stellato come a una grande macchina del tempo: più si guardano stelle lontane, più si guarda nel passato. Allo stesso modo, anche quando vediamo il Sole, stiamo vedendo un po’ nel passato, poiché la luce che parte dal Sole arriva a noi dopo circa otto minuti. Tra queste macchine del tempo luminose ci siamo anche noi, sul nostro piccolo puntino blu chiamato Terra, ad ammirare tutto questo. Lì con quel desiderio irrefrenabile di capire, di spingersi oltre, di superare i nostri limiti per poter riuscire un giorno a “toccare” quelle stelle. 

Articolo di Angelo Palmieri, Ingegnere Aerospaziale

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