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Cleopatra, Alessandro Magno, Gandhi, Madre Teresa di Calcutta, Barack Obama, Steve Jobs, Enzo Ferrari, Angela Merkel, Greta Thunberg, sono solo i nomi di alcuni dei grandi Leader del passato o del presente, persone che hanno cambiato o stanno cambiando la storia, personalità che sembrano esser nate per guidare uomini o nazioni, che hanno lavorato sodo per raggiungere la vetta. Non sono necessariamente i più forti o i più autorevoli o i più ricchi, ma i più inclusivi, empatici, gentili, coloro che hanno fatto prevalere la fiducia, la collaborazione, la responsabilità, caratteristiche imprescindibili per essere i candidati migliori a rendere una organizzazione, di qualsiasi natura essa sia, una organizzazione di successo.

La verità però è che tutti siamo dei leader, o meglio, tutti abbiamo la possibilità di essere leader, di essere un punto di riferimento, di influenzare, motivare, ispirare qualcuno.

L’epoca della Leadership gentile

E’ questa l’epoca della leadership gentile, ovvero l’insieme delle abilità di un leader capace di portare un team a definire e a raggiungere risultati realistici, ad acquisire consapevolezza, a valorizzare e a responsabilizzare i propri collaboratori, a creare identità, coesione, interconnessione, un senso di consapevolezza che si basa sul noi.

Una leadership rivoluzionaria insomma, un cambiamento di valori, basato su elementi che normalmente vengono considerati fattori di debolezza. Per 100 anni siamo stati educati al fare, al risultato, a vendere, al fatturato è questo il momento di giocare anche un’altra partita quella del “sentire”, sentire le proprie paure e quelle degli altri, sentire le proprie emozioni e quelle degli altri, sentire la voglia di partecipare e trovare il modo di far sentire gli altri unici.

Un cambiamento culturale che si pone l’obiettivo di migliorare le tappe della employee experience, in termini di accessibilità, fruibilità, supporto, ascolto.

Quali sono i comportamenti da mettere in atto per esercitare una leadership?

Vediamo allora, concretamente, quali sono i comportamenti da mettere in atto per esercitare una leadership che abbia queste basi:

  • Vedere il cambiamento come un fattore positivo e saper cogliere le opportunità che porta con sè;
  • Considerare l’errore come un’occasione di crescita e di miglioramento;
  • Dare importanza al punto di vista e alle opinioni degli altri;
  • Saper delegare e responsabilizzare gli altri membri del team;
  • Definire in modo chiaro gli obiettivi valoriali e di business, in modo che siano a disposizione di tutti;
  • Dare e richiedere feedback;
  • Sapersi adattare alle diverse situazioni lavorative e trovare soluzioni a eventuali problemi di percorso;
  • Dare il buon esempio, ogni giorno.

Per raggiungere questo “new way to be” ci sono due ostacoli fondamentali da abbattere, innanzitutto il cinismo di replicare quello che si è subito e poi superare la logica del “vinco io, perdi tu”. Del resto non si sottrae niente a se stessi a condividere, anzi ci si alza l’asticella.

La crisi sanitaria: il viaggio per la trasformazione è ancora lungo!

Questa terribile e inaspettata crisi sanitaria ha paralizzato il mondo, ci ha spiazzati, disorientati e ci ha messi davanti a temi importanti. Siamo vulnerabili. Abbiamo paura. Le persone sono importanti. 

Tutti noi abbiamo sperimentato varie emozioni, paura, inquietudine, senso di precarietà e si è capito che le emozioni che per anni, in azienda, ci hanno insegnato a non trattare o a nascondere, quasi come se fosse vergognoso parlarne, sono fondamentali. I risultati li fanno le persone ed è il loro differenziale emotivo che rende le aziende non replicabili. Le emozioni ci hanno insegnato la cura dell’altro, ci hanno insegnato che da soli si è poca roba, che il sistema regge, ma solo insieme, che o si gioca in squadra o si è fuori dalla squadra.

Ora però tocca a noi, dobbiamo capitalizzare e non dimenticare il dolore e l’angoscia che abbiamo provato in questi anni. Il mondo, domani, sarà un mondo migliore, non può e non deve tornare come era prima, e dobbiamo, ad ogni costo, salvaguardare questa nuova cultura della fiducia e della gentilezza. Siamo partiti, ma il viaggio di trasformazione è ancora lungo.

di Emilia La Prova – Senior Consultant EY

Disegni di Rosa Lavorgna

Una risposta

  1. Complimenti! Le piccole donne sono cresciute e conquisteranno il mondo. Ad maiora semper

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