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Smart Working e Covid-19 come opportunità di cambiamento: costruire un futuro resiliente

Potete immaginare, creare e costruire il luogo più meraviglioso della terra, ma occorreranno sempre le persone perché il sogno diventi realtà.

 (Walt Disney)

La nascita dello smartworking

Nel 2015 si iniziò a vociferare di una modalità di lavoro diversa, lontana da ciò che era il telelavoro. Il 10 maggio 2017 il Ddl chiariva che il worker svolge la prestazione in ‘modalità di lavoro agile’. Tale modalità lavorativa avviene in parte all’interno dei locali aziendali e in parte all’esterno, senza una postazione fissa, entro i soli limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale, con il medesimo trattamento economico e normativo. 

Quali sono i principi dello smart working?

Nessuno conosceva i principi di flessibilità, collaborazione, comunicazione, consapevolezza di autonomia sul lavoro, ma soprattutto sembrava lontano pensare di dare fiducia a un proprio dipendente. Lo Smart Working prendeva forma, ma cambiare la propria filosofia aziendale era difficile, ancora di più era difficile immaginare di poter lavorare in un parco, immersi nella natura, in sola compagnia del proprio laptop. 

Smart working e covid-19: un’opportunità di cambiamento

Se fino agli inizi del 2020 lo smart working era considerato uno dei tanti tasselli delle politiche di welfare, ormai sembra quasi impossibile non considerarlo il tassello per eccellenza. Il Covid-19 ha trasformato il lavoro agile in un vero e proprio motore di trasformazione, modificando gli equilibri delle esigenze legate al benessere individuale, personale, psicologico e professionale. L’attuale emergenza ha costretto in poche settimane le organizzazioni ad un cambiamento atteso da decenni: l’abbattimento delle tradizionali distanze tra luoghi di vita e luoghi di lavoro, riduzione dei costi delle utenze lavorative, dei tempi di spostamento, del traffico, delle emissioni di Co2: vantaggi in linea con gli obiettivi ONU per lo sviluppo sostenibile. 

Le conclusioni: con la pandemia abbiamo dimostrato agilità e resilienza

Lo smart working è inquadrato in un’ottica di benefici relativi alla possibilità di poter bilanciare vita privata e lavorativa. Nel contesto emergenziale si è passati dal concetto di work-life balance al concetto di work -life Integration. L’integrazione tra vita privata e lavorativa è un cambio di paradigma che risponde alla visione di una vita dinamica, svolgendo l’attività professionale senza rinunciare alla libertà di organizzare la vita privata.  La pandemia mondiale ha sconvolto le nostre vite e le organizzazioni hanno dovuto dimostrare agilità e resilienza, la crisi si è trasformata in un’opportunità di cambiamento e miglioramento, anticipando il futuro. 

Articolo di Marina Mongillo & Teresa Di Sorbo

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