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UN-VIAGGIO-NELLA-RAPPRESENTAZIONE-DELLA-BELLEZZA

Un viaggio nella rappresentazione della bellezza femminile

Oggi più che mai, pervasi da ogni forma di eccesso, ci capita di porci domande su cosa davvero sia
la “bellezza”. E’ un concetto privo di una definizione assoluta, non può essere determinato un
significato esatto. Si tratta di un sostantivo ad ampio raggio di utilizzo che fin da tempi antichi è stato
oggetto di varie interpretazioni.
Nel corso dei tempi, artisti, poeti e romanzieri, sono stati le principali fonti di racconto del concetto
di Bellezza o di ciò che loro consideravano tale, cercando di proporre allo spettatore un risultato che
venisse dalla fusione di due visioni, quella realistica ed oggettiva e quella soggettiva.
L’ideale di Bellezza predominante era dato dalla figura umana femminile con due prototipi, la Venere Paleolitica caratterizzata da forme curvy, prosperose e generose, simbolo anche di fertilità e la Venere Greca con forme più sensuali ed aggraziate.

In periodi storici successivi, queste due figure furono fonte di ispirazione per numerosi artisti, come
ad esempio Rubens e Renoir che si trovarono pervasi dal fascino della Venere Paleolitica,
raffigurando nelle loro opere la donna con forme robuste.

L’opera di Corcos: Sogni

Seguendo questo filone vorrei parlarvi di un dipinto più familiare ai nostri occhi, più vicino ad una
visione della bellezza e della donna concepita oggi. Sogni di Vittorio Matteo Corcos, fu realizzato
nel 1896 ed è possibile ammirarlo presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea
di Roma
. L’artista, che si pose subito come grande portavoce della femminilità moderna, ritrae una
donna dall’espressione risoluta, accompagnata da libri e allo stesso tempo con capelli disordinati,
gambe accavallate e mento poggiato su di una mano, un’impostazione moderna caratterizzata da un
senso di emancipazione, indipendenza e cultura.
L’artista era attratto da soggetti di vita moderna e dipinse il ritratto di Elena Vecchi, figlia dello
scrittore Augusto Vecchi e amico di Corcos in questa posa estremamente disinvolta seduta su di una
panchina rivolta a fissare, con uno sguardo pesante e sognante, gli occhi dello spettatore.
Il dipinto fu esposto per la prima volta, in quello stesso anno, alla celebre Festa dell’arte e dei fiori di
Firenze, dove però diede scalpore proprio per la posa non convenzionale della giovane ritratta,
un’impostazione alquanto nuova per la società italiana del tempo, nonostante ciò, l’audacia della sua
pittura ebbe grande successo presso la critica e ottenne il favore del pubblico.
Un dipinto di grande modernità che colpisce per il silenzioso racconto di una donna intellettuale, che
guarda fuori dal quadro come in attesa del nuovo secolo, si riesce a percepire l’animo agitato e in
tumulto e l’immobile fervore della giovane, immersa in una perfetta sintonia cromatica.
Attraverso quest’opera Corcos ci regala un realismo carico di bellezza e libertà di vita, che
cominciava a farsi strada nel panorama femminile di fine Ottocento.

Articolo di Susy Daniele

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